Scuola Secondaria di I grado “Ponte”

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ERSILIA

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. Dalla costa d’un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l’intrico di fili tesi e pali che s’innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia e loro sono niente. Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell’altra. Poi l’abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case. Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

Articolazione del progetto

AulamagnaSiamo in quattro insegnanti, prese dal progetto, e  ci troviamo ad un tavolino che raccoglie l’ultimo gradevole sole autunnale a leggere e rileggere insieme le parole con cui Calvino tesse la trama della città di Ersilia, una delle sue città invisibili…

Dobbiamo decidere come organizzare il lavoro con  e per i ragazzi: abbiamo solo dei “fili” di un progetto ancora invisibile, a cui dobbiamo iniziare a dare una forma, non definita in ogni suo anfratto, ma solo un primo abbozzo, che potrà crescere e modificarsi grazie anche all’apporto dei ragazzi, delle loro riflessioni ed intuizioni, perché Ersilia e tutte le altre città che ancora non si vedono le costruiranno loro; a noi spetta il compito, affascinante e faticoso, di additare sempre loro possibili tracce per elaborare progetti di vita sensati e belli.

Cosa decidiamo di fare (il progetto prende forma):

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  1. Non spieghiamo nulla ai ragazzi, ma riuniamo in aula magna le nostre tre terze per offrire loro una rappresentazione fatta di gesti, di musica e delle parole di Calvino. Questa volta sulla scena ci saremo noi insegnanti, insieme alla dirigente ed al personale della scuola, a tirare fili che si intrecciano sulle gradinate e tra i ragazzi, appesi ai sostegni che l’aula ci offre.

Il silenzio è sottolineato solo dalla musica di sottofondo e dalle frasi di Calvino.

Abbiamo messo in conto una buona dose di perplessità da parte dei ragazzi, ma contiamo anche su questa, perché vogliamo che nascano in loro delle domande.

  1. Condivisione di tutto ciò che emerge “a caldo”, a partire dalle sollecitazioni che sta producendo nei nostri ragazzi questa mescolanza di silenzi, gesti, musica, parole, unita alla modalità con cui abbiamo voluto proporli loro.

Mentre germogliano intuizioni, ipotesi e riflessioni, raccogliamo tutto quanto sta uscendo in slide che loro possono veder crescere in diretta, proprio grazie ai loro contributi.

Avvio (video)

  1. Lo stesso lavoro viene poi ripreso nelle singole classi, ciascuna delle quali continua a dialogare con le altre, riprendendo gli spunti dei compagni ed incrementandoli progressivamente.

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  1. Questa attività viene accompagnata anche da una rielaborazione pittorica video
  1. Il progetto prende forma attraverso la discussione con i ragazzi su come desideriamo far proseguire il percorso sulla base del lavoro effettuato fino ad ora: come può continuare a crescere la nostra città invisibile? Attraverso quali scelte? E con quali modalità espositive?

6. Foto, musica ed una selezione delle riflessioni raccolte diventano un altro piccolo video

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che si chiude aprendosi alle possibilità intuite dall’artista lodigiano Giuliano Mauri, nonno di uno dei nostri ragazzi.

7.  In occasione dell’Expo, prenderà vita sulla sponda dell’Adda esattamente di fronte alla nostra scuola, un grande progetto sognato da Giuliano Mauri: “La cattedrale vegetale”, che svolgerà un ruolo importante all’interno delle iniziative del progetto “Lodi2015-Living Expo”.

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Giuliano Mauri (video)

8. Contempliamo alcune opere di Giuliano Mauri, mentre leggiamo una piccola selezione dei suoi scritti: altri semi che lasciamo germinare nel cuore…

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I ragazzi provano a rappresentare le sculture vive di Mauri con la materia viva dei loro corpi, dei loro desideri, dei loro sogni.

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Conclusioni per incominciare …
I nostri ragazzi hanno la possibilità di crescere, di staccarsi senza perdersi, di andare orientati verso il futuro che è loro, solo se hanno potuto vivere l’esperienza fondativa e forte dell’appartenenza, dell’essere ben radicati nei sogni e nella custodia di noi adulti che li accompagniamo e facciamo il tifo per loro, senza però volergli risparmiare la fatica di crescere.
È così che si tramanda il desiderio di una vita bella e buona, di una vita piena; ed è per questo che abbiamo voluto affidare la lettura di alcune frasi dell’artista Giuliano Mauri alla voce di Roberto, suo figlio, e di Giuliano suo nipote, che le ha anche scelte per i compagni e per noi.

Ed il bel sogno di Giuliano Mauri, che crescerà a portata di sguardo della nostra scuola del Ponte, troverà compimento ancora più pieno e soddisfatto…
Cattedrali vive – quella vegetale e quella della vita dei nostri ragazzi – sognate, pensate e custodite, cresceranno l’una specchio dell’altra, librandosi nel cielo della vita.

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